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L’Italia: uno Stato in balia della speculazione

19 settembre 2011 di Luca Michelini

“… rimane la necessità di reperire sui mercati ogni mese ingenti risorse: tra oggi e la fine dell’anno occorrerà finanziare, oltre al fabbisogno, il rimborso dei titoli di Stato che giungeranno a scadenza, pari a 130 miliardi (di cui poco meno della metà si concentra a settembre). I titoli attualmente in circolazione che andranno in scadenza nel 2012 sono pari a oltre 250 miliardi (il 15 per cento del PIL); a questo importo occorrerà aggiungere il fabbisogno dell’anno e il rimborso dei titoli a breve termine che saranno emessi nei prossimi mesi”.

Così scrive Visco (vice direttore generale della Banca d’Italia) in una audizione alle camere di metà agosto, a commento dei provvedimenti di politica economica del governo in carica. Le vicende politiche italiane, insomma, saranno come sempre in mano a chi detiene il potere sul nostro debito pubblico. Non siamo ancora una nazione sovrana.

D’altra parte, i salvataggi operati dalla Bce e dalla Fed hanno un chiaro obiettivo: rallentare la nostra crescita e aumentare la nostra dipendenza dai mercati esteri. Scrive sempre Visco:

“A due anni dall’avvio della ripresa, il PIL in Italia resta di quasi 5 punti percentuali inferiore ai livelli precedenti la crisi. L’accumulazione di capitale, che assieme alle esportazioni aveva inizialmente sostenuto l’accelerazione dell’attività produttiva, si è praticamente interrotta alla fine dello scorso anno; la spesa delle famiglie continua a essere frenata dalla perdurante debolezza del mercato del lavoro. Le prospettive di crescita dell’economia italiana restano in buona parte legate all’andamento della domanda estera”; ”l’azione di risanamento dei conti pubblici, volta al pareggio del bilancio nel 2013, rallenterà la crescita ma non ha alternative. Ogni altro scenario condurrebbe a risultati più traumatici per il nostro paese.”

Dubito fortemente che potranno esserci scenari più traumatici di quelli cui ci sta conducendo questo sistema economico-sociale, di cui la Bce è parte costitutiva.

 

 

 

 

 

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