E’ importante capire quale idea del diritto abbia l’amministrazione comunale di Como: se si basa sulla forza del diritto o sul diritto della forza.
Per il dibattito che ne è seguito, leggete qui
E’ importante capire quale idea del diritto abbia l’amministrazione comunale di Como: se si basa sulla forza del diritto o sul diritto della forza.
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“… rimane la necessità di reperire sui mercati ogni mese ingenti risorse: tra oggi e la fine dell’anno occorrerà finanziare, oltre al fabbisogno, il rimborso dei titoli di Stato che giungeranno a scadenza, pari a 130 miliardi (di cui poco meno della metà si concentra a settembre). I titoli attualmente in circolazione che andranno in scadenza nel 2012 sono pari a oltre 250 miliardi (il 15 per cento del PIL); a questo importo occorrerà aggiungere il fabbisogno dell’anno e il rimborso dei titoli a breve termine che saranno emessi nei prossimi mesi”.
Così scrive Visco (vice direttore generale della Banca d’Italia) in una audizione alle camere di metà agosto, a commento dei provvedimenti di politica economica del governo in carica. Le vicende politiche italiane, insomma, saranno come sempre in mano a chi detiene il potere sul nostro debito pubblico. Non siamo ancora una nazione sovrana.
D’altra parte, i salvataggi operati dalla Bce e dalla Fed hanno un chiaro obiettivo: rallentare la nostra crescita e aumentare la nostra dipendenza dai mercati esteri. Scrive sempre Visco:
“A due anni dall’avvio della ripresa, il PIL in Italia resta di quasi 5 punti percentuali inferiore ai livelli precedenti la crisi. L’accumulazione di capitale, che assieme alle esportazioni aveva inizialmente sostenuto l’accelerazione dell’attività produttiva, si è praticamente interrotta alla fine dello scorso anno; la spesa delle famiglie continua a essere frenata dalla perdurante debolezza del mercato del lavoro. Le prospettive di crescita dell’economia italiana restano in buona parte legate all’andamento della domanda estera”; ”l’azione di risanamento dei conti pubblici, volta al pareggio del bilancio nel 2013, rallenterà la crescita ma non ha alternative. Ogni altro scenario condurrebbe a risultati più traumatici per il nostro paese.”
Dubito fortemente che potranno esserci scenari più traumatici di quelli cui ci sta conducendo questo sistema economico-sociale, di cui la Bce è parte costitutiva.
Sappiamo tutti dal mega salvataggio operato da Fed e Bce nei confronti delle banche (banchieri) anche italiani, anche se perfino il tg3 ha pensato bene che la notizia vera fosse l’ennesimo caso Berlusconi. Propongo questa allucinante e a dir poco miope analisi tratta dall’editoriale dell’ultimo numero del bollettino della BCE. E’ una riproposizione di tutte le ricette neoliberiste (e liberiste di sinistra, propinate da Prodi come dal “Corriere della sera” di Monti) che sono la CAUSA della crisi e che costituiscono lo strumento per distruggere la nostra industria e la nostra civiltà
“Il risanamento di bilancio e le riforme strutturali devono procedere di pari passo per rafforzare la fiducia, le prospettive di crescita e la creazione di posti di lavoro. Il Consiglio direttivo esorta pertanto i governi di tutti i paesi dell’area dell’euro a realizzare con tempestività e determinazione riforme strutturali consistenti ed esaustive. Ciò aiuterà tali paesi a incrementare la competitività, a promuovere la flessibilità delle rispettive economie e a migliorare il proprio potenziale di crescita a medio-lungo termine. Le riforme del mercato del lavoro sono un elemento chiave in questo contesto, con particolare attenzione all’eliminazione delle rigidità e all’attuazione di misure che promuovano la flessibilità salariale. Occorre soprattutto rimuovere i meccanismi di indicizzazione automatica delle retribuzioni e rafforzare gli accordi a livello di impresa, in modo da potere adeguare i salari e le condizioni di lavoro alle esigenze specifiche delle imprese. Tali misure andrebbero accompagnate da riforme strutturali che incrementino la concorrenza nei mercati dei beni e soprattutto dei servizi, fra le quali la liberalizzazione degli ordini professionali chiusi, e ove opportuno dalla privatizzazione dei servizi che sono al momento erogati dal settore pubblico, agevolando in tal modo la crescita della produttività e sostenendo la competitività”.
Uno strozzino non avrebbe sapurto dir meglio…
Interessante e istruttivo grafico che mostra gli importi dei salvataggi operati dalla Fed: beneficiari non solo gruppi americani, ma anche europei, come Unicredit.
Vai al sito di Bloomberg cliccando qui.
il sito uaar dimbalza questa notevole notizia: